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[111] Ad onore del vero si riconosca che Nitti pur avendo consacrato un libro a combattere la teoria malthusiana, considera Malthus come un genio e la cui teoria nell’avvenire, quando le idee e le scoverte nuove l’avranno sommersa «_apparirà come un monumento ammirabile di penetrazione, un saggio potente di filosofia della ricchezza_» (p. 267).
[112] F. S. Merlino, che fu se non è ancora anarchico vero e che rimane un socialista dei più avanzati, il proprio pensiero su questo problema lo riassume così: Intorno all’arduo problema dell’equilibrio tra la popolazione e i mezzi di sussistenza _noi non osiamo sperare in una soluzione puramente fisiologica di esso, che consisterebbe nell’infiacchimento dell’istinto sessuale in proporzione dello sviluppo dell’intelligenza. Crediamo che una parte_ nella soluzione del problema debbono avere la RAGIONE e la VOLONTÀ DEGLI UOMINI (_Pro e contro il socialismo_. Milano, p. 72. Fr. Treves, 1897). Il Nitti chiude il suo libro augurando l’avvento di una società in cui la ricchezza sarà largamente suddivisa e nella quale le cause d’ineguaglianza saranno eliminate grazie ad una forma elevata di cooperazione, la natalità tenderà ad _equilibrarsi_ colle sussistenze e le variazioni ritmiche demografiche non avranno più niente di spaventevole per l’umanità. (op. cit. p. 267). In quanto ai mezzi di ottenere l’_equilibrio_, egli scrive: «rimane fuor di dubbio che noi tendiamo ad uscire definitivamente dalla NATALITÀ INCOSCIENTE; noi andiamo a poco a poco dalla PROLIFERAZIONE ANIMALE ED ISTINTIVA ad uno SVILUPPO RAZIONALE e METODICO». (p. 246) Lo stesso Nitti, che combatte la teoria maltusiana giudica utopisti Schippel, Hertzka e Bebel e chiama _assurdo e ingiustificabile_ il loro ottimismo anti-maltusiano (p. 69).
[113] _L’economia politica antimaltusiana_ ecc. p. 132. Il George con soverchio assolutismo affermò: «i paesi più popolati sono sempre i più ricchi». (_Progrès_ ecc. p. 137). Il paese complessivamente può essere ricco; ma gli abitanti?
[114] Ha ragione il Descamps affermando che una morte imminente attende le specie che non possono mantenere la loro natalità a livello della loro mortalità (_op. cit._ p. 40). Però questa natalità al disotto della mortalità non si è verificata che pochissime volte in Francia. Se dovesse ripetersi in ogni anno l’allarme avrebbe la sua ragion di essere.
[115] G. Rümelin: _Problèmes d’Economie politique_ etc. Nei _Saggi sulla teoria sociologica della popolazione_ di Vanni si trovano i pareri degli altri eminenti tedeschi che guardano con apprensione all’incremento rapido della popolazione. Anche il Fouillée nella _Revue Bleue_ ha emesso il suo grido di allarme per lo spopolamento della Francia. L’ansia patriottica gli ha fatto intravedere cose buone in Italia di cui gl’italiani non si sono accorti. Essi dovrebbero ripetere, accentuandoli, i lamenti di Rümelin. F. Mantovani ci dà un saggio della soverchia fecondità italiana nella storia di alcune famiglie di contadini nella provincia di Treviso: Queste famiglie prese insieme nel 1893 contavano 368 membri; ne noveravano 439 nel 1895. Ci fu un aumento del 20% circa in due anni! (_La Riforma Sociale_. 15 gennaio 1898 p. 52). In Germania oltre Rümelin, Wagner e Cehn — tra gli scrittori più celebri — sono maltusiani. Rodbertus e Mario riconobbero l’importanza del problema della popolazione.
[116] La Loggia: _Teoria_ etc. p. 40, 41 e altrove; Pareto: _Cours_ etc. Vol. Io p. 136 sino a 144. Il Pareto oltre i dati sui popoli selvaggi e barbari ricorda questo motto di Menandro: «_Non c’è cosa più disgraziata di un padre, se non il padre che abbia più figli_». Aristotile cita quest’altro proverbio: _Nulla è più sciocco quanto l’avere dei figli_. Platone ed Aristotile proponevano addirittura il regolamento volontario della popolazione (Alberti Iacona: _op. cit._ p. 166 e 167).
[117] George: _Progrès_ et. p. 124 e 125. Sulla stessa idea insiste nei _Problemi sociali_. Questo aumento indefinito delle sostanze alimentari è ammesso da tutti i socialisti.
[118] _Cours d’Econ. pol._ Tomo 1o p. 112.
[119] Dell’emigrazione in rapporto ai salari e perciò della rarefazione della popolazione come mezzo per risolvere o attenuare il problema sociale mi occupai più lungamente nella _Politica coloniale_ (Parte 2a Cap. VII). Aggiungo soltanto questo che in qualche punto del mezzogiorno d’Italia la forte emigrazione è riuscita e rialzare i salari. A Siculiana (prov. di Girgenti) dove l’emigrazione negli ultimi tempi prese proporzioni colossali, però, la miseria rimase immutata: il territorio appartiene quasi tutto ad un solo proprietario, al Barone Agnello. D’onde i tumulti del dicembre 1897, che fecero una vittima. In molti punti del mezzogiorno i proprietari deplorano l’emigrazione.
[120] Nei decenni 1841-50; 1851-60; 1861-70; 1871-80; e 1881-90, la diminuzione fu rispettivamente dal 18,7; 14,7; 7; 4,4; e 9,50 per 1000 abitanti. G. von Mayr: (_Statistik und Gesellschaftslehre_. Freiburg 1897 p. 42). Le proporzioni spaventevoli del 1o decennio sono dovute alla grande carestia ed al grande Esodo come venne chiamata l’emigrazione in vaste proporzioni di quel periodo.
[121] Nella prima edizione di questo libro riportai alcune splendide pagine di Giovanni Bovio; sono costretto ad ometterle in questa per la tirannia dello spazio. Consiglio la loro lettura nella sua _Scienza del Diritto_. 1a Edizione p. 224 a 263.
[122] Loria: _La proprietà fondiaria_ etc. p. 52 e seg., Pareto: _Cours_ ec. Tomo 1o p. 419; Nitti: _La population_ ec. p. 71, 72 e 218.
[123] Mayr: _Statistik_ etc. p. 383.
[124] Mayr: _Op. cit._ p. 177. Si avverta che presso alcuni stati nel periodo intermedio 1876-80 vi fu aumento. Ho notato la Rumenia tra gli Stati con aumento perchè nell’intero periodo 1879-88 la natalità venne segnata per 36,9 e in quello 1887-91 per 42,7. Nella tavola delle natalità che dà il Nitti la diminuzione sarebbe assolutamente generale dal 1874 al 1890 ed anche più forte presso alcuni Stati — come ad esempio in Inghilterra (_Op. cit._ pag. 241). Arsenio Dumont in una recente comunicazione alla _Société de statistique_ di Parigi ha illustrato il rapido decremento della natalità nel Massachussets.
[125] Prof. G. S. Del Vecchio: _Gli analfabeti e le nascite in Italia_. Bologna. Civelli 1895; _Gli analfabeti e le nascite. Note comparative tra l’Italia ed altre nazioni_. Bologna 1896.
[126] Mayr: _Op. cit._ p. 177 e 178.
[127] Désiré Descamps: _Le problème de l’amour_ nella _Rev. Soc._ Luglio 1897 p. 26 e 33; Spatuzzi: _Saggi di demografia e d’igiene_ Napoli 1897 p. 96. Il Bertillon nell’ultimo Congresso internazionale di statistica di Pietroburgo comunicò una nota dalla quale si rileva l’alta natalità nei quartieri poverissimi e poveri e la minima natalità in quelli ricchi e ricchissimi di Parigi, Berlino, Vienna e Londra (_Journal of the Royal Stat. Society_. Decembre 1897, p. 753). Voglio ricordare qualche fatto che contraddice. La natalità degli Italiani è aumentata in Chicago coll’aumento del benessere (_Bulletin of the Department of Labor_ no 18 1897), ed è aumentata pure nelle case operaie igieniche di Londra con un sensibile aumento del benessere degli abitanti. Però nelle case della _Improved industrial dwellings company_ che danno il minimo assoluto della mortalità anche la natalità vi era minore della media di Londra. Lavollèe: _Les classes ouvrières en Europe_. Guillaumin Paris. 1896 p. 449.
[128] Sin dal 1888 a chi trovava nella diminuzione delle nascite un segno di degenerazione della Francia risposi ch’era un segno di civiltà aumentata (_Francia! La grande degenerata_. Milano). I fatti constatati dappertutto mi hanno dato ragione. Che l’aumento di benessere sia causa precipua della diminuita natalità lo ammettono il Levasseur e il suo contraddittore Bertillon. Conferma il Nitti. (_Op. cit._ p. 205 e 218 e altrove). Marcus Rubin in un pregevole articolo sulla _Misura del progresso_ giustamente osservò che si potrebbe supporre massimo il progresso dove la mortalità diminuisce pur aumentando la natalità; perciò come formula del progresso prendeva la seguente
m^2 ——— . n
Però prendendo i due termini isolati la massima importanza l’assegnava come indice di progresso, alla diminuizione della mortalità (_Journal of the Royal Statistical Society_. Marzo 1897).
[129] _La proprietà_ etc. p. 38 a 41.
[130] _Op. cit._ p. 42.
[131] _La proprietà_ ecc. p. 53.
[132] Russel Garnier: _Annals of Peasantry_. Thorold-Rogers: _Interpretation économique de l’histoire_ Paris. Guillaumin et C.ie. Il Russel Garnier dimostra che ci fu una particolare rarefazione della popolazione in seguito alla _peste nera_, che fece alzare i salari dei lavoratori nel medio evo, e ne fece migliorare le condizioni. Questo fatto è trionfale in favore della teoria maltusiana. La stessa dimostrazione fa Thorold Rogers in _Travail et salaires en Angleterre_. Paris. Guillaumin et C.ie p. 199 e 201 a 223.
[133] Montesquieu nelle _Lettres persanes_ fa comprendere che molto tempo prima che venisse Malthus i contadini francesi per evitare la miseria ai loro figli esercitavano il _freno morale_. Così pure in Hubert-Delisle (Vedi Pareto: _Cours_ ecc. Vol. Io p. 94).
[134] _Filosofia del Diritto_ p. 260 a 283.
[135] Un saggio brillantissimo di logica antimaltusiana si ha in questo brano di Enrico Ferri: «Questi numeri, — i dati statistici sull’incremento della ricchezza e il poco aumento della popolazione in Francia, — fan presentare spontaneamente l’osservazione, che la legge di Malthus, secondo la quale la popolazione cresce in proporzioni maggiori dei mezzi di sussistenza, non viene provata in questi ultimi tempi per la Francia, _grazie forse all’uso esteso del consiglio di Malthus — moral restraint_ — alla diffusione dell’istruzione e del benessere generale che fanno aumentare le cure per la discendenza». (Dar Verbrechen etc. p. 29). Dunque: la teoria maltusiana non si verifica..... perchè si fa uso della prevenzione..... maltusiana!
[136] Guyau: _L’irreligion de l’avenir_, cit. da Nitti: _La population_ ecc. p. 101 a p. 228. L’accusa d’immoralità non può mai ricadere su Malthus che non consigliò mai le pratiche dei neo-malthusiani.
[137] Pareto: _Cours_ ec. Vol. Io p. 138 _nota_.
[138] La legge biologica, per quanto in termini bizzarri, venne nettamente formulata da Fourier; secondo il quale quattro dighe si opponevano allo sviluppo eccessivo della popolazione: 1o _il vigore delle donne_; 2o _il regime gastro-fisico_; 3o i costumi fanerogami; e 4o l’esercizio integrale.
[139] D. Descamps: _Le problème de l’amour_ etc. p. 30 e 32.
[140] _Principes de biologie_ parag. 346, 366, 367 etc.
[141] Bibot: _L’hérédité psychologique_. Bagehot: _Lois scientifiques du développement des nations_.
[142] Pareto: _Cours_ etc. Vol. Io p. 90 e 94. Se fosse esatta la conclusione che il Pareto trae dalla sua tavola in cui mette in rapporto i dati della prosperità economica, della nuzialità, natalità e mortalità in Inghilterra dal 1860 al 1891 la teoria biologica incontrerebbe un altro fiero colpo; a me pare, invece, che l’induzione non è esatta, perchè la natalità vi è in costante diminuzione e la prosperità in costante aumento.
[143] _Critica sociale_ 16 Agosto 1893.
[144] Nitti, Merlino, etc.
[145] Schäffle: _Vita_ etc. Vol. Io p. 900.
[146] Parte 3.a Cap. 2.o nel II volume della traduzione francese. Ediz. Baillère et Germer.
[147] Lange: op. cit. Cap. V. _Kapital und arbeit_. Marsh: _L’uomo e la natura_. Firenze 1870 p. 48. Il lettore ricordi ciò che si osservò sulle necessità della cooperazione per vincere la prima battaglia contro la natura dove questa presentava le migliori condizioni di produzione.
[148] De Greef: _Introduction à la Sociologie_ 2a Parte p. 69 Novicow: _Les luttes_ ecc. p. 65.
[149] Kautsky: op. cit. Traduzione Bissolati, p. 324.
[150] Russel Wallace: _Reoccupation of the land. In Forecasts of the coming century_. Walter Scott Limited. London 1897 p. 9.
[151] G. Rosa, _La Filosofia positiva della Storia_. Nella _Rivista di filosofia scientifica_, anno I.o n.o 6.
[152] Citato da Wiede: _Der Militarismus_ etc. p. 109, III. La stessa cosa è stata dimostrata all’evidenza da Marx: _Le capital_. Traduzione francese di I. Roy, p. 141.
[153] K. Kautsky, _Die sozialen Triebe in der Tierwelt_. Nel giornale: _Die Neue Zeit_. Stuttgard, Ianuar 1883.
[154] Fernand Maurice: _La reforme agraire et la misère en France_. E. Simon: _La cité chinoise_. L’apologia della piccola proprietà è stata fatta pure da Meyer e Ardent: _La question agraire. Etude sur l’histoire politique de la petite propriété_. Paris 1882. Di volo qui sia ricordato che anche i marxisti — Vollmar, Deville, Iaurès ecc. — riconoscono la legittimità della piccola proprietà.
[155] Masè-Dari: Introduzione ai _Problemi Sociali_ di H. George.
[156] Citato da Gauthier: _Le darwinisme social_ p. 36. Vedi sul proposito la stupenda opera di Darwin: _Variazioni della specie allo stato domestico_. Unione Tipografica Editrice Torinese; Bourdeau: _Conquête du monde vegétal_. Paris F. Alcan 1893. Lo stesso Bordeau si era occupato in un altro volume (_La conquête du monde animal_. Paris. Alcan 1895) di ciò che c’è da fare nel regno animale ed aveva calcolato che la semplice lotta contro gl’insetti, che nuocciono all’agricoltura e agli altri animali farebbe risparmiare alla sola Francia 1,200,000,000 all’anno. La filossera le ha cagionato 10 miliardi di perdite, p. 26.
[157] La Loggia Enrico: _Teoria della popolazione._ Bologna 1896, p. 60.
[158] Nitti: _Op. cit._ p. 254 e 255.
[159] Masè Dari: _La rendita e la proprietà del suolo nella crisi agraria attuale_. Nella _Riforma sociale_. (15 febbraio e 15 marzo 1896).
[160] _L’avvenire della potenza umana sulla natura._ Nella _Rivista di Filosofia scientifica_. 1881. N. 3.
[161] Il Podolinsky svolse assai bene questo concetto nel giornale socialista: _La Plebe_. Milano 1881-82.
[162] Nella prima edizione di questo libro accennavo alla proposta d’illuminare tutte le grandi città del Nord-America colla elettricità che si sviluppa dalla grande cascata del Niagara. Ora si deve aggiungere che i lavori per trarre profitto di questa grande forza naturale sono molto innoltrati. Lavori consimili si sono condotti a termine in Europa.
[163] E. Setti: _Il lamarkismo_ ec. Il mutamento di obbiettivo nella lotta, cioè la lotta contro la natura, sostengono anche calorosamente il Vaccaro (_Les bases sociologiques du Droit et de l’Etat_. Giard et Brière. Paris 1898. Cap. 1o) e l’Alberti Iacona (_op. cit._ p. 165) che rileva l’incertezza di Schäffle nel trarre giuste conseguenze dalle premesse.
[164] Tullio Martello: _L’economia_ etc. p. 49. L’autore contro Novicow rivendica a sè la priorità di questa lotta pel piacere: e non ha torto. Ma essa si riconduce e riduce alla _lotta pel posto migliore_ del Lange, che del resto venne formulata da Aristotile e da altri antichissimi scrittori.
[165] Spencer la formula in questo modo: «La contesa universale nella quale si adoperano tutte le forme principali della vita è sempre quella di innalzarsi al disopra degli altri ed esserne riveriti o di propiziarci quelli, che sono al disopra di noi: coll’accumulare le ricchezze, colla splendidezza del vestiario, col far mostra di sapere o d’intelligenza, ognuno cerca di soverchiare gli altri.» (_Educazione intellettuale morale e fisica_. Milano F.lli Dumolard p. 4). Il Dumont la chiamò _capillarità sociale_ e la fa consistere: «nella tendenza di ciascuna molecola sociale di salire con tutta la sua energia, assicurata la conservazione, a salire incessantemente verso un ideale luminoso che la seduce e l’attira.»
[166] La Loggia _Teoria_ ec. Devo fare delle riserve sul secondo carattere di questi bisogni complementari. La improduttività economica va intesa in senso relativo. Si sa che coloro che consacransi alla politica possono con la loro azione oculata o cieca favorire o contrariare la produzione economica
[167] Veron: _La morale_ p. XII.
[168] _Principes d’Economie politique_. Paris. Larose 1898, p. 417 e 418.
[169] Darwin mi pare che vi accenni nel _Viaggio intorno al mondo_ parlando degli abitanti della _Terra del fuoco_. Il Buckle l’utilità della disuguale distribuzione della ricchezza l’affermò nella sua celebre _Storia delle civiltà in Inghilterra_. C’è una traduzione francese; in italiano non c’è che l’introduzione edita dal Daelli sotto il titolo: _L’incivilimento_.
[170] Michel Chevalier: _Lettres sur l’organisation du travail_. Sono innumerevoli i lavori più recenti sull’incremento della ricchezza in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti. Per l’Inghilterra è celebre il lavoro di Giffon: _The growth of the capital_.
[171] G. Deville: _Aperçu sur le socialisme scientifique_ p. 14; H. George: _Problemi sociali_. Cap. VIII p. 110.
[172] V. Pareto nel suo eccellente e sopratutto onesto _Cours d’économie politique_ (vol. 2o) come tanti altri economisti insiste nel dimostrare che il livellamento dei redditi non migliorerebbe gran fatto la condizione dei poveri e che perciò l’aumento del benessere non è un problema di ripartizione, ma un problema di produzione o di conservazione della ricchezza. La necessità dell’aumento della produzione è tanto riconosciuta oggi dai socialisti che il Pareto leale com’è in una lettera privata al Sorel riconosce che il testo del suo libro non è esatto verso i socialisti e che avrebbe dovuto riconoscere che digià Lassalle diceva che l’aumento della produzione è una condizione indispensabile per l’aumento del benessere. (G. Sorel: _La lois des revenues_. Nel _Devenir Sociale_. Anno 3. N. 7).
[173] Novicow: _Les gaspillages_ etc. p. VIII.
[174] _Rivista popolare_ 16 Dicembre 1897 p. 217: _Il consumo di pane e la produzione di pane in tutto il mondo_. Il sig. Blondel alla sua volta calcola che la produzione annuale media del frumento in tutto il mondo oscilla dagli 800 ai 900 mila ettolitri. La popolazione totale del mondo è di un miliardo e mezzo. Ciò importa 60 litri di grano per uno e per anno, pari a 45 chilogrammi di pane, cioè grammi 127 di pane al giorno. Riducendo ad un terzo gli abitanti che si cibano di prodotti del frumento si ha una consumazione individuale di 871 grammi: appena il necessario per una media nutrizione. (_Les populations rurales de l’Alemagne_. Paris 1897. Larose p. 388). Sulla precisione di questi calcoli ci sono da fare molte riserve; per quanto essi siano approssimativi, però, insegnano sempre in una a tutti gli altri dello stesso genere: 1o che non c’è sopra-produzione vera; 2o che intrinsecamente e complessivamente prese sono assurde le difese dei protezionisti; 3o che le apparenze della sopra-produzione derivano dalla sotto-consumazione generata dalla cattiva distribuzione della ricchezza. La esportazione di cereali dalla Russia non è la conseguenza della sopraproduzione, ma della grande miseria, della mancanza di forza di acquisto nelle masse. (Ballod: _La condizione economica della Russia_. Nel _Iahrbuch für Gesetzgebung, Verwaltung und volkswirtkschaft_. Lipsia. Fasc. 1.o 1898). Lo stesso deve dirsi dell’India.
[175] Si calcola a 538 milioni il numero degli adulti in condizioni di lavorare in tutto il mondo.
[176] H. George: _Problemi Sociali_ p. 118.
[177] B. Perez: _L’educazione dalla culla_. Milano 1885 p. 2.
[178] Giovanni Bovio nella _Scienza del diritto_ ha alcune splendide pagine sul diritto del produttore sul prodotto del proprio lavoro deducendolo dal principio di causalità e di reciprocità.
[179] Emilio Vanderwelde, il valoroso deputato socialista belga, in un opportunissimo articolo sulla commemorazione del cinquantesimo anniversario del _Manifesto del partito comunista_ ha dimostrato — in ciò di accordo col Bernstein, altro socialista — che la _legge bronzea del salario_ non ha alcun valore assoluto. (_A propos du manifeste du
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